Caccamo
I frequenti toponimi di origine araba sono una chiara testimonianza della presenza musulmana nel territorio che, dopo alterne vicende, dal XV al XVIII sec. fu Signoria dei Conti di Modica sotto il cui dominio godette di grande splendore.
Il Castello di Caccamo
E uno dei più grandi e meglio conservati Castelli di Sicilia, secondo soltanto a quello di Mussomeli; vanta un insolito primato: non fu mai espugnato.
Il primo impianto si ritiene essere stato un piccolo fortilizio con torre di guardia di avvistamento e cinta muraria a forma di baglio sulla quale si sarebbe sviluppata la Torre Madre dotata di sottostante cisterna.
Notizie certe sul Castello si hanno nei 1160, al tempo della Rivolta, dei Baroni capeggiata da Matteo Bonello, Signore di Caccamo. Egli, infatti, si rifugia in Caccamo con i suoi soldati dopo aver assassinato a Palermo il Gran Cancelliere del Regno, Maione di Bari, l'il novembre 1160.
Soltanto con l'epoca chiaramontana il fortilizio di Caccamo assume la forma di vero e proprio castello da cui pare si trasmetrano messaggi, tramite fuochi accesi sulle torri più alte, con gli altri castelli chiaramoncani viciniori.
Nei secoli successivi vengono costruite pareti a strapiombo e botole segrete, sono aperti sotterranei e camminamenti, forse, ancora inesplorati, per unire tutte le torri di guardia; si innalzano forche, si scavano celle per i prigionieri, vengono escogitati trabocchetti. Così si spiega, ad esempio, la saletta dove venivano fatti sparire gli ospiti non graditi; essi venivano fatti accomodare ad un posto riservato che celava un tranello. Al momento designato si apriva una botola e l'ospite precipitava per tanti metri Hno ad essere trafìtto da affilatissime lame di coltello.
La storia di Caccamo rimane legata, pertanto, alle vicende del Castello che ha conosciuto, nel corso dei secoli, ristrutturazioni, ampliamenti e rimaneggiamenti da parte dei Signori che l'hanno dominato, fino ad assumere l'attuale forma architettonica.
Da visitare: il Castello normanno dell'XI secolo, il Duomo* fondato dai normanni nel 1090, ampliato nel 1477 e trasformato ne! 1614, custodisce opere di altissimo pregio, la Chiesa Madre (1090) con la pregevole tela di IVIatthias Stomer (1641) e altre opere di Vito D'Anna, Pietro Novelli, Vincenzo La Barbera, Francese Laurana, Andrea Mancino, Velasquez, Simone de Wòbrek, la Chiesa della SS. Annunziatadove una grande tela di Guglielmo Borremans (1725) sormonta l'altare Maggiore, la Chiesa di S. Benedetto alla Badia (considerata la più bella chiesa di Caccamo) con il pavimento in mattoni di maiolica con un disegno di Nicolo Sarzana (XVIII sec.), la Chiesa di S. Maria degli Angeli con all'interno una Madonna con Bambino di Antonello Gagini.
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